sabato 5 marzo 2016

UN POETA A CASO, MA NON TROPPO: GIORGIO BASSANI



di FRANCESCO GALLINA


#busillisblog festeggia i cento anni dalla nascita di Giorgio Bassani, autore del celeberrimo romanzo Il giardino dei Finzi-Contini (1963), tanto criticato per l'apparente neosentimentalismo dall'allora Gruppo 63, quanto oggi poco letto, oserei dire sconosciuto dalle generazioni del secolo XXI. Se la narrativa ha conosciuto il plauso del grande pubblico, la poesia di Bassani, invece, è direttamente finita nel dimenticatoio, materia per esperti (come ormai la vera poesia) e poco più. Entrando in un periodo di forti sconquassi letterari post-bellici, Bassani resta sempre aderente a un certo classicismo che, se da un lato gli rende onore, dall'altro non riesce a immergersi appieno entro le nuove future avanguardie. E a volte, purtroppo, la poesia, per essere riconosciuta (e ricordata), ha dimostrato di doversi asservire alle mode, nel' '900 soprattutto. 
Per la consueta rubrica poetica del sabato, vi proponiamo una suggestiva lirica contenuta nella raccolta Storie di poveri amanti e altri versi, del 1945, accompagnata dalle Muse inquietanti di Giorgio De Chirico, olio su tela del 1918 ambientato proprio in quel di Ferrara.


VERSO FERRARA

da STORIE DI POVERI AMANTI E ALTRI VERSI (1945) di  GIORGIO BASSANI



G. De Chirico, Le muse inquietanti, olio su tela, 1918, dettaglio.


È a quest’ora che vanno per calde erbe infinite
verso Ferrara gli ultimi treni, con fischi lenti
salutano la sera, affondano indolenti
nel sonno che via via là spegne pievi rosse, turrite.

Dai finestrini aperti l’alcool delle marcite
entra un po’ a velare il lustro delle povere panche.
Dei poveri amanti in maglia scioglie le dita stanche,
fa deserte di baci le labbra inaridite.