domenica 11 settembre 2016

LA TRANSUMANZA, IL CONCERTO ITINERANTE NEL CENTRO STORICO DI PARMA



di FRANCESCO GALLINA







Portare musica antica nelle strade affollatissime del centro storico di Parma è una sfida che solo musicisti coraggiosi possono affrontare. E se all'audacia aggiungiamo talento e professionalità, ecco che la solita 'vasca' parmigiana, tutta chiacchiere e shopping, può trasformarsi in un'esperienza unica e originale. Sto parlando del primo eclettico appuntamento dell'EARLY MUSIC FESTIVAL*, patrocinato dalla Casa della Musica e dalla Regione Emilia-Romagna, giunto alla sua ottava edizione. Per questo 2016 Maria Caruso, presidente dell'Associazione Silentia Lunae, ha deciso di dedicare un pomeriggio al tema della transumanza, organizzando un concerto itinerante per le vie del centro storico. Grandi protagonisti di sabato 19 settembre sono stati, oltre alla violinista e soprano Maria Caruso e il liutista Richard Benecchi, i Pedra - Gruppo Folkloristico Miradolese conosciuto a livello internazionale per la collaborazione con il liutaio catalano Césc Sans I Sastre e con il Festival Internazionale di Scapoli. Ospiti, il maestro zampognaro Alberto Bertolotti e... il sottoscritto, che ha funto da voce narrante, proponendo al pubblico intermezzi poetici: figure centrali la capra e la pecora, declinate nei loro aspetti mitico-ancestrali e pagani, cristiani ed evangelici.






Fra Cantigas de Santa Maria e composizioni monofoniche di Marcabru, i musici - come pifferai magici - guidano e attirano il pubblico presso alcuni gioielli dell'arte parmigiana: dal Battistero alla Chiesa di Santa Lucia, dalla Steccata alla Chiesa di San Giovanni Evangelista. L'esperimento riesce a catturare l'attenzione di tutti, dai più scettici giovanissimi tutti presi a messaggiare con le cuffie alle orecchie fino al pubblico più adulto. Anche l'effetto straniamento ha giocato la sua parte: un concerto per arpa, liuto, ciaramella e zampogne nel bel mezzo di settembre risulta inaspettato. Molti pensano: le zampogne sono cose da Natale. E invece non è così. 
Ottimo anche l'accostamento di brani poetici alle esecuzioni musicali, passando da Jacopone da Todi a D'Annunzio, da Dante a Trilussa, da Alfonso Maria de' Liguori fino a Nazareno Mattei, poeta di Amatrice, terra di transumanza.






Parma, quindi, non è solo Verdi. Simili progetti hanno il pregio di divulgare musica 'altra', 'altra' per come noi italiani siamo soliti considerarla, peccando di pregiudizio. Rivalutare filologicamente gli antichi saperi, la musica popolare e artigianale, diffondere il suono di strumenti millenari è il primo passo per riprendere in mano le nostre radici e affrontare con coscienza la musica dei giorni nostri. E ricordate: quando sentirete il suono stridulo e belante di una zampogna, quella non è la zampogna - dicono i pastori - ma la voce della capra sacrificata per costruire la zampogna stessa. E se è vero, allora vuol dire che le capre possono scuotere un noioso pomeriggio di movida. Impariamo ad ascoltarle.








*http://www.lacasadellamusica.it/joomlacdm/index.php?option=com_content&task=view&id=1442&Itemid=2