martedì 20 settembre 2016

LINEAMENTI DI DECORO URBANO: IL CASO BARDOLINO




di FRANCESCO GALLINA






Le ampie aiuole fiorite o piantumate ad ulivo e palma sono curate come fossero figlie. Non c'è un fiore fuori posto. Non potrebbe che essere così. L'amministrazione di Bardolino ha telefonato al conte Giuseppe Sigurtà, che di fiori se ne intende (il suo è il Parco è il più bello d'Europa), e ha stretto un accordo: tu mi pianti diecimila bulbi colorati e io faccio pubblicità al tuo magnifico Giardino.  Le cose devono essere andate più o meno così, e il Comune ci ha solo guadagnato, in bellezza e soldi, per l'esattezza 5000 euro. Si passa dal rosa al bianco al rosso. Adiacente ad ogni aiuola troviamo panche comode, lucide e resistenti. A prova di vandalo, mi verrebbe da dire. E sono di design raffinato, con forme rotondeggianti che ben si sposano con le sinuosità del lungolago. Ci vuole qualcosa che contrasti: ecco allora i lampioni a luci verticali. Bardolino non sarà la perfezione sulla Terra, ma una cosa è certa: chi la amministra, conosce il concetto di "decoro urbano". E non solo quest'anno, in cui è avvenuto il prolifico accordo con Sigurtà, ma anche gli anni precedenti in cui ho avuto il piacere di viverla.

Imbocco Borgo Garibaldi: sull'asfalto un artista ha trasformato i cubetti di porfido in quadretti. Alcuni sono dedicati a tema in linea col negozio davanti ai quali si trovano, altri sono a tema libero, altri ancora strizzano l'occhio alla moda Pokemon Go. Piccole cose, ma fatte bene, che rompono la monotonia di una strada qualunque. Laddove potrebbe vivere il grigiore, portano colore. E i colori sono importanti. L'isola di Burano, senza i suoi colori, sarebbe una isola bella come tante altre.







Le sorprese non sono finite. Passeggiando, incontro T-Riciclo. Sulle prime penso sia un venditore itinerante di gelati, poi chiedo informazioni, e scopro che si tratta di un mezzo ecologico a pedalata assistita, che si alimenta grazie ai pannelli solari collocati sul suo tettuccio. Dentro ci sono quattro bidoni. Un'idea della Serit di Verona, che ha concesso a Bardolino T-Riciclo al prezzo di zero euro per un anno. Insomma, potremmo dire in comodato d'uso (mi dicono infatti costi più di diecimila euro). Ma anche fosse, sarebbero soldi ben spesi. L'operatore ecologico fa il suo lavoro e lo fa ripetutamente durante tutta la giornata: avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro. Svuota i cestini e raccoglie cartacce, sigarette e quant'altro, offrendo una lezione di civiltà. Se un uomo raccoglie il rudo da terra - come si dice qui a Parma - vuol dire che a terra il rudo non ci deve stare. E infatti turisti e gardesani avranno i loro difetti, ma tengono alla pulizia delle strade come pochi altri. Non ho mai visto un sacco della spazzatura spiaggiato nelle strade del centro storico. A Bardolino, ma anche a Malcesine, Sirmione, Lazise, Desenzano. Non solo: ai lati della vettura, T-Riciclo riporta gli eventi più importanti dell'estate, incrementando l'interesse dei turisti per le proposte offerte dal territorio.



La morale è che il decoro urbano non è una bazzecola, ma un'arte che vive di grandi e piccole attenzioni. Una città come Parma può imparare tanto dalle realtà gardesane, cercando di capire, ad esempio, che la differenziata è fondamentale, ma c'è modo e modo di farla. 

Chi cura il verde pubblico e l'arredo urbano non pettina le bambole, ma semmai il cittadino e il turista, che godono di spazi ordinati, gradevoli e puliti. La bellezza non è necessariamente un vago ideale, ma può (e deve) diventare oggetto tangibile e appagante. Anche l'estetica è politica.