sabato 5 dicembre 2015

UN POETA A CASO, MA NON TROPPO: EUGENIO MONTALE


di FRANCESCO GALLINA


Per la consueta rubrica di #busillisblog abbiamo scelto Corno Inglese, la seconda poesia di Movimenti, la prima sezione che compone Ossi di seppia, e che precedentemente era uscita nella raccolta Accordi sulla rivista "Primo Tempo", nel 1922. Di quel piccolo canzoniere, Corno inglese è l'unica sopravvissuta, e ci attesta l'amore di Montale per la musica e, più in particolare, per gli strumenti orchestrali: d'altronde, Montale intraprende in età giovanile lo studio del canto lirico e sarà attivo critico musicale durante tutta la sua esistenza. 
Non a caso, fra le altre poesie disperse annoveriamo Violini, Violoncelli, Flauti-Fagotto, Oboe, Ottoni.



CORNO INGLESE

da OSSI DI SEPPIA (1920-1927) 
DI EUGENIO MONTALE 

Il vento che stasera suona attento
- ricorda un forte scotere di lame -
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l'orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D'alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell'ora che lenta s'annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.