sabato 12 dicembre 2015

UN POETA A CASO, MA NON TROPPO: NANNI BALESTRINI



di FRANCESCO GALLINA



Per la nostra consueta rubrica poetica del sabato di #busillisblog, Nanni Balestrini ci regala una vivacissima poesia di ambientazione postale, dove la posta diventa non luogo popolato da presenze nevrotiche e scalmanate. Una curiosa antropologia versificata che abbiamo deciso di accompagnare con una delle foto che hanno composto la mostra fotografica "Non luogo" (Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 2014) allestita dall'atleta olimpico e fotografo Luca Tesconi: negli ex manicomi dell'Italia centro-settentrionale, concentrazionali non luoghi per eccellenza, Tesconi indaga quel che resta di un antico e indelebile male di vivere.

FRANCESCA GENTI

di NANNI BALESTRINI



L’impiegato F. Pasquale (ufficio via Andrea Doria)
mentre si gratta il pacco con una flemma australe
e la folla inferocita si accalca allo sportello
con suprema stizza e sorriso tutto boria
annuncia: “si è bloccato il terminale”
scatenando l’ira di due vecchie impellicciate
(una nella foga si sputa la dentiera
e l’altra si fa aria con le raccomandate)
e la crisi isterica di una trans nipponica
che scaglia a terra un pacco di Natale
che si sfascia e rivela confezioni
di pasta Rummo, Agnesi e Buitoni.

La ragazza con la spesa e il passeggino
cerca di sedare il suo bambino
che urla come un’aquila preistorica
perché pretende per la cifra modica
di euro diciannove e novanta
che la madre gli compri una ghirlanda
di caramelle colorate tipo Smarties
da sgranocchiare durante l’odissea
che li separa dallo sportello C
dove la madre arriverà stremata
col colorito bianco come un cero
e davanti alla mora da pagare
caccerà il suo classico urlo nero.

Il cingalese con le rose rosse
chiede ragguagli a una vecchia pensionata
che ha un problema di mascella deragliata
e parla in una lingua incomprensibile
che cerca di ovviare con gesti universali
– esperanto di esperienze solidali –
così alla fine anche lui capisce
che non c’è trippa né permessi di soggiorno
perché oltre al terminale si è bloccato
anche quel coso che distribuisce i numeri
(per questo tutti quanti danno i numeri).

Il bimbominkia al postamat all’ingresso
armeggia con destrezza al cellulare
mentre sceglie da pantheon assortiti
i santi e le madonne da scagliare
contro quei vecchi rincoglioniti
che non sanno ancora adoperare
la carta prepagata postepay
e per concludere le loro operazioni
(e quindi poi levarsi dai coglioni)
ci mettono dai cento ai mille eoni.

Le due zingare all’angolo di fuori
guardano la falce della luna
che nel mattino azzurro adamantino
sembra il sorriso allegro di un bambino…