martedì 26 gennaio 2016

CI SIAMO CALATI LE BRAGHE DAVANTI ALL'ISLAM, MA SENZA MOSTRARE I NOSTRI GENITALI


di FRANCESCO GALLINA




Quattro pannelli coprono completamente la vista di sculture capitoline raffiguranti corpi nudi: sembrano cadaveri chiusi in scatola, come le sardine sott'olio. Il presidente Rohani non dev'essere offeso, per l'amor di Dio, o meglio, per l'amor di Allah. In Italia sbarcano televisioni iraniane e sarebbe uno scandalo vergognoso agli occhi del Corano poter trasmettere anche solo di sfuggita la sensualità di un corpo. Con la sua stupida diplomazia, Renzi - e quindi lo Stato italiano - si sottomette all'Islam. E, in questo, è perfettamente coerente, perché l'Islam è pura sottomissione: la cultura islamica ha nel suo nome il dna del suo male: la rinuncia, il sacrificio, la violenza. Non serve uccidere qualcuno per dirsi violenti: basta cancellare il corpo con un burqa, o più semplice impacchettare un'opera d'arte per la ragion cretina che rappresenta attributi umani che sono vergognose per i soli che le considerano tali.

Papa Ratzinger lo aveva detto apertamente, riferendosi all'Europa, nella splendida Lectio Magistralis del 13 maggio 2004 (quand'era ancora cardinale): "C'è qui un odio di sé dell'Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l'Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L'Europa, per sopravvivere, ha bisogno di una nuova - certamente critica e umile - accettazione di se stessa, se essa vuole davvero sopravvivere. La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie.". 

L'aniconismo islamista trova le sue radici nel dictat maomettano per cui "Un individuo che ritrae un essere vivente [...] verrà torturato fino al Giorno del Giudizio». Secondo gli integralisti islamici i termini «forma», «dare forma», «il formatore» sono attribuibili solo e soltanto a Dio. D'altronde, "non entrano gli angeli nella casa in cui c'è un cane o un'immagine corporea". Assorbendo il platonismo più squallido, gli islamici negano il corpo per dedicarsi al solo Iperuranio. Mentre il Cristianesimo (quello vero, mica quello medievale, cioè quello contemporaneo) caccia giù dal cielo le idee per farne corpo, l'Islam caccia il corpo al di sopra delle idee, cioè fa del corpo una pura idea. E le idee, infatti, sono invisibili. Il corpo è male, per il Corano. La sua rappresentazione artistica, un sacrilegio. Vivesse ai giorni nostri, Maometto avrebbe buttato una mano di intonaco bianco sulle pareti della Sistina. Il corpo, per Maometto, fa schifo. E la donna in particolar modo, perché ne permette la procreazione.

Non solo: "il vino [...] è opera immonda di Satana" che dev'essere evitata. Non per niente, a tavola con Rohani, si pranza e si cena senza vino.  

Quello che è succede in Italia in questi giorni non solo è patetico e pietoso, ma ben rispecchia le idee di una Chiesa cattolica progressista che aprì, col Concilio Vaticano II, ad un relativismo religioso che consentiva di considerare "verità che illumina tutti gli uomini" precetti appartenenti a religioni anche molto differenti dalla propria. Il culmine lo si è avuto quando nel 1999 Giovanni Paolo II arrivò a baciare il Corano e ad aprire il dialogo con chi il dialogo non vuole avere, altrimenti accetterebbe quanto v'è nel mondo di diverso rispetto al suo punto di vista. Integrare vuol dire questo, non abiurare alla propria cultura, alle proprie fondamenta. 

Con l'arrivo di Rohani ci siamo calati le braghe davanti all'Islam, ma senza mostrare le nostre nudità, le nostre origini, il nostro seme, i nostri genitali.