sabato 31 ottobre 2015

UNA SCRITTRICE A CASO, MA NON TROPPO: VERA BONACCINI


di FRANCESCO GALLINA



Le voci impietose, disilluse e scorrette ci piacciono. I lettori che seguono #busillisblog lo sanno. Fin troppo bene. 
Per questo abbiamo deciso di ospitare uno scritto di Vera Bonaccini, eclettica scrittrice che ha gentilmente risposto a una nostra intervista, interessante e tagliente, che uscirà lunedì prossimo. Intanto, per la consueta rubrica del sabato, la casa vi offre una degustazione. Il menù completo sta per arrivare. E sarà gustosamente anti-PDF. 
E chi sarebbero i PDF? Di certo, non quello che state pensando. 
Ce ne parla nella sua caustica Odontoiatria Poetica.


ODONTOIATRIA POETICA

di Vera Bonaccini



Foto di Cristina Rizzi Guelfi


qualcuno ha predetto che un giorno saremmo stati tutti famosi per quindici minuti.
quello che si è dimenticato di aggiungere è che, al tredicesimo minuto, avremmo già rotto il cazzo a tre quarti della popolazione mondiale.
benvenuti nell’era dei social network! benvenuti nell’era dei poeti di facebook!!
il poeta di facebook (da qui in poi indicato come PDF, per comodità) trascorre le sue giornate a svolgere fondamentalmente un’unica occupazione e no, non è scrivere!
il PDF, da quando apre gli occhi al mattino a quando li richiude la sera (o viceversa), TAGGA! Tagga cani e porci in ogni imperdibile evento culturale in cui è invitato, che poi si tratti di declamar versi alla Sagra del peperone di Carmagnola o di vergare endecasillabi sul tavolaccio in legno di una birreria in provincia di Varese è uguale! Egli (o Ella che sia) TAGGA!
Tagga cani e porci ogni volta che il mondo ha la (discutibile) fortuna di poter posare lo sguardo sui suoi versi immortali, che si tratti di motti di spirito sui tovagliolini del bar, di arguti haiku sulle scatolette di tonno o dell’ennesimo libro autopubblicato su lulu, Egli (o Ella), implacabilmente TAGGA!
perché il PDF, in realtà, di poesia non solo non ne capisce una fava, ma manco si degna di leggerne. tutti a sdilinquire come si accenna alla Merini, tutti a correre su wikipedia se si dice Antonia Pozzi. e giuro, era Antonia, non Moana, quella è un’altra storia!
il PDF vive in una galleria degli specchi in cui l’ego rimbalza come uno scoiattolo volante ubriaco. il PDF scrive solo per scopare; nel migliore dei casi scopa per non doversi mettere a scrivere.
il vero senso del decadentismo è fargli cadere i denti!
odontoiatria poetica e calci in culo, che francamente avete rotto!

“scrivi poesie?”
“certo! non si capiva dal selfie delle tette?”