giovedì 23 luglio 2015

JAMES BOND E IL CINEMATOGRAFICO MISTERO DELLA FEDE

 
 di FRANCESCO GALLINA
 
 
 
  
Quando vedo il sorriso beffardo del sempre magistrale Cristoph Waltz. Quando vedo la serietà stampata sul volto di Ralph Fiennes, dopo il pimpante Grand Budapest Hotel. Quando vedo la magnifica fotografia di van Hoytema. Quando vedo i virtuosismi registici di Sam Mendes e l'eccellente uso dei droni. Quando vedo sfrecciare infuocate Jaguar e Aston Martin. Quando sento dietro gli strumenti musicali la bacchetta di Newman. Quando vedo rivivere - dopo lo sputtanamento globale di Mafia Capitale e dei suoi osceni funerali, lo splendore delle panoramiche su Roma, diamante attraversato dalle fulminee rincorse di auto davanti San Pietro e sul Lungotevere. Quando vedo l'impassibile bravura di Daniel Craig.
 
Ecco, quando vedo tutto questo, vuol dire che ci sono i presupposti per godersi quello che sembra a tutti gli effetti un film con le contropalle. Il trailer di Spectre, uscito ieri 22 luglio 2015, è un gioiello (ma svela maledettamente troppo), non fosse per il grande mistero cinematografico della fede: la pastosa dizione, la voce porno-impaludata e involontariamente comica della Bellucci. Perché. Vi prego, ditemi perché fate recitare la Tea Falco di Tornatore! Non riuscirò mai a capacitarmi. 
Bond, almeno, aiutaci tu. D'altronde, il tema di On Her Majesty's Secrete Service, scritto dall'insuperabile Berry, lascia sperare nell'eliminazione di qualche girl. Forse quella che non sa recitare.