martedì 15 settembre 2015

I RIMANDATI (QUASI) SEMPRE PROMOSSI, OVVERO DELLE IMPRODUTTIVE MAGIE SCOLASTICHE


di FRANCESCO GALLINA






A ventitré anni, qualche cartone animato lo guardo ancora. Mentre mangio, ad esempio, invece delle fiction italiane o dei penosi  telegiornali. Uno di questi cartoni va in onda su RAI YOYO e si intitola Il piccolo regno di Ben e Holly, creato dagli stessi produttori di Peppa Pig.
Ben è  un elfo, Holly è una fata. Gli elfi escludono la magia dalla loro etica, logica e morale, sicuri come sono che la magia crea solo un sacco di problemi; le fate, invece, ne fanno uso e abuso, non sapendo come risolvere altrimenti i loro problemi. Ben segue la scuola del Vecchio Saggio Elfo, Holly ha la sua maestra privata Tata/Fata Susina. Il che si potrebbe interpretare come una dicotomia fra la scuola pubblica e la scuola privata, ma non è su questo che si concentrerà l'articolo.
Mi riferisco, invece, ad un episodio in particolare che vede Holly trascorrere un giorno fra i banchi degli elfi, a fianco di Tata Susina che le fa da spalla in qualità di insopportabile maestra di sostegno.
Il compito sottoposto agli elfi è costruire un orologio a cucù. Chiaramente tutti gli elfi sono capaci, perché sanno applicare le regole imparate alla realtà della materia che si trovano sotto mano. L'unica che non se la cava è Holly: a questo punto l'indisciplinata Susina interviene di nascosto e, di punto in bianco, crea con la sua bacchetta magica un orologio a cucù.
Arriva il momento delle dimostrazioni: ogni allievo presenta alla classe il suo manufatto, uno diverso dall'altro. Sono tutti funzionanti. Sembra esserlo anche quello di Holly ma, quando lo carica, il suo orologio si spacca immediatamente. Eppure sembrava perfetto, e per di più plasmato dalla magia. Com'è possibile? La figura di cacca è plateale: la sua ignoranza rivestita di menzogna è stata smascherata dall'improduttività della magia.
 

Il cartone animato resta un cartone animato, fra l'altro molto godibile, divertente e naif, ma non dimentichiamo che una lezione ci deve essere, perché è pur sempre rivolto ai bambini.
Ecco allora che Holly sembra quei rimandati - non con 5, ma con 2 - che alla prova di settembre dimostrano di prendere ancora 2. Perché non capiscono? No, se non capissero, non potrebbero prendere 2. Evidentemente frequentano la scuola per puro divertissement, come Holly nell'episodio (Holly non va a scuola, infatti), convinti che a settembre ci arrivano anche se non sanno montare il loro orologio a cucù. Fanno leva, cioè, sulle Tata Susina del loro collegio docenti, che ci sono sempre, immancabilmente. Ed ecco che il ragazzo in questione capitombola con un plateale calcinculo sui banchi dell'anno successivo. Agli occhi di chi non lo sa, quel ragazzo ha saldato il suo debito. Agli occhi di chi invece sa come sono solite andare le cose, quella promozione è il finto orologio a cucù di Holly, perfetto fuori, bacato dentro. A cos'è servita quella lezione a Holly? A niente. Tanto la magia le farà avere sempre la pappa pronta, il risultato assicurato. Il problema è quando la magia non funziona: in molti episodi, per Holly, sono cactus amari. Ma la magia si aggiusta sempre.


Detto questo: che la buona scuola sia con voi. Quella buona per davvero, mica quella di Renzi, sia chiaro.