sabato 9 aprile 2016

UN POETA A CASO, MA NON TROPPO: ELIO PAGLIARANI



di FRANCESCO GALLINA


Nel poemetto La ragazza Carla (1965), Elio Pagliarani racconta la vita quotidiana, routinaria e alienante di Carla, figlia di una misera pantofolaia che trova lavoro presso una ditta commerciale. La spersonalizzazione è subitanea: la sua identità si riduce a cosa, codice, numero e ogni energia vitalistica svanisce nel marasma del burocratichese. Il lavoro non diventa un momento di soddisfazione, ma di perdita di sé stessi. Se volessimo attribuire un colore al capolavoro di Pagliarani, quello è sicuramente il grigio della periferia, ma anche il grigio esistenziale. Per la consueta rubrica poetica del sabato, scegliamo di accompagnare l'incipit del poemetto con la rappresentazione che della periferia milanese dà Mario Sironi, il quale esalta le linee razionalistiche, di impatto tale   da distogliere l'attenzione dall'unico soggetto umano in primo piano. La spersonalizzazione è avvenuta: segno ne sono i versi dal ritmo frantumato, balbettante, indeciso. 
La fredda matematica ha vinto, e con essa il gelido dei "boschi di cemento". Tutto il resto è abitudine, stanca ripetizione.

Mario Sironi, Periferia, olio su tela, 1922



Di là dal ponte della ferrovia
una trasversa di viale Ripamonti
c’è la casa di Carla, di sua madre, e di Angelo e Nerina.
Il ponte sta lì buono e sotto passano
treni carri vagoni frenatori e mandrie dei macelli
e sopra passa il tram, la filovia di fianco, la gente che cammina
i camion della frutta di Romagna.
Chi c’è nato vicino a questi posti
non gli passa neppure per la mente
come è utile averci un’abitudine
Le abitudini si fanno con la pelle
così tutti ce l’hanno se hanno pelle
Ma c’è il momento che l’abito non tiene
chissà che cosa insiste nel circuito
o fa contatto
o prende la tangente
allora la burrasca
periferica, di terra,
il ponte se lo copre e spazza e qualcheduno
può cascar sotto
e i film che Carla non li può soffrire
un film di Jean Gabin può dire il vero
è forse il fischio e nebbia o il disperato
stridere di ferrame o il tuo cuore sorpreso, spaventato
il cuore impreparato, per esempio, a due mani
che piombano sul petto
Solo pudore non è che la fa andare
fuggitiva nei boschi di cemento
o il contagio spinoso della mano.